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Dall’intelligenza artificiale che misura il gradimento delle serie TV, alla piattaforma in grado di riconoscere se una canzone è d’amore o tratta di argomenti tristi, analizzandone il testo e la melodia. Navigando in rete, ogni giorno troviamo articoli dai titoli più sorprendenti, che parlano dell’intelligenza artificiale, come fosse un qualcosa ormai alla portata dei più.

In realtà, dietro a questi titoli, ci sono notizie che, nonostante la nostra assuefazione alla tecnologia, continuano a farci scoprire nuovi scenari. Ma come possiamo restare aggiornati sul mondo che cambia e su questa quotidiana rivoluzione culturale? Di certo, la rete aiuta. Ma per analizzare da vicino un argomento di tale complessità, resta sempre l’approfondimento in parte scientifico, dall’altra divulgativo, del buon vecchio libro (o saggio, che dir si voglia): la soluzione ai nostri dubbi amletici e a tutti i quesiti più insoliti.

Abbiamo scelto tre pubblicazioni, uscite nel 2018, di illustri autori stranieri, e tradotte in Italia. Si tratta di divulgazioni in forma saggistica di professori universitari, scienziati e noti esperti in materia. Ve li proponiamo per una lettura attenta, non con l’intento di darvi risposte esaurienti ma con quello di animare ancora il dibattitto e farlo vivere al di fuori della ristretta cerchia degli addetti ai lavori.

Il primo libro sull’intelligenza artificiale che abbiamo selezionato è “Intelligenza artificiale. Guida al futuro prossimo”di Jerry Kaplan, pubblicato dalla Luiss University Press.

Fellow del Center for Legal Informatics della Stanford University, dove insegna anche presso il Dipartimento di Computer Science, Jerry Kaplan è uno dei massimi esperti di intelligenza artificiale. Già nel precedente saggio “Le persone non servono” aveva affrontato la questione da diversi punti di vista, e quello dell’automazione del lavoro, in particolare.

Ripartendo da questo punto, Kaplan in quest’ultima pubblicazione afferma che l’impatto dell’IA (Intelligenza Artificiale) sulla società non sarà limitato all’economia, ma anche agli aspetti sociali ed etici. Ci parla infatti di sistemi capaci di mostrare (e provare?) emozioni che saranno in grado di darci assistenza e conforto, alienandoci dai nostri simili.

In sintesi, Kaplan cerca di offrire uno sguardo di insieme sui temi di base: se le macchine saranno mai più intelligenti degli esseri umani, se la legge dovrebbe garantire loro i diritti e come e quale impatto avrà sul mondo del lavoro e sulla disuguaglianza di reddito la nuova generazione di robot flessibili e capaci di apprendere.

“Vita 3.0 Essere umani nell’era dell’intelligenza artificiale” è il libro scritto da Max Tegmark, e pubblicato in Italia da Raffaello Cortina Editore, che non teme di affrontare l’intero spettro dei punti di vista o i temi più controversi: dalla superintelligenza al significato dell’esistenza, alla coscienza e ai limiti ultimi che la fisica impone alla vita nel cosmo.

Max Tegmark, professore di Fisica al MIT e presidente del Future of Life Institute, comparso in decine di documentari scientifici, si interroga su quali consigli dare ai bambini di oggi per la loro futura carriera lavorativa o se temere una corsa agli armamenti con armi letali autonome. E pone al lettore anche una domanda da un milione di dollari: l’intelligenza artificiale aiuterà la vita a fiorire come mai prima d’ora o ci darà un potere più grande di quello che siamo in grado di gestire?

A suo sostegno c’è Stephen Hawking, matematico e astrofisico inglese, scomparso nel marzo 2018, poco dopo l’uscita di questo libro, che affermava: “Tutti dobbiamo chiederci cosa possiamo fare per raccogliere i benefici della futura intelligenza artificiale ed evitarne i rischi. Questa è la conversazione più importante del nostro tempo e il libro di Tegmark vi aiuterà a prendervi parte.”

La terza lettura di approfondimento sull’intelligenza artificiale è quella che ci propone il filosofo svedese, classe 1973, Nick Bostrom con il suo saggio “Superintelligenza: tendenze, pericoli e strategie” pubblicato da Bollati Boringhieri.

Lungi dall’essere tacciato di luddismo, Bostrom mette in guardia i suoi lettori, attraverso un lineare ragionamento filosofico, sui probabili effetti collaterali avversi generati dalle superintelligenze. 

E lo fa con preoccupazione e approccio apocalittico: “Alle macchine basterà un piccolo passo per decollare esponenzialmente, dando origine a superintelligenze che per noi risulteranno rapidamente inarrivabili. A quel punto le nostre creature potrebbero scapparci di mano, non necessariamente per malvagità, ma anche solo come effetto collaterale della loro attività. Potrebbero arrivare a distruggerci o addirittura a distruggere il mondo intero.”

Kaplan, Tegmark e Bostrom: tre voci autorevoli e critiche rispetto al dibattitto contemporaneo sull’intelligenza artificiale, sul quale è bene continuare a riflettere. Da una parte ci sono gli scettici, dall’altra gli ottimisti che esultano, e che non perdono di vista i benefici che le nuove tecnologie stanno già apportando alla vita di oggi.